martedì 21 febbraio 2017

WHERE THE CREATIVITY MEETS ...



E' passato un mese dal CHA ed io sto cercando di fare ordine fra tutti gli input ricevuti.
Una delle cose più elettrizzanti del CHA è che sono proprio i designer a presentare il loro lavori ed io l’occasione di fare  domande ho cercato di non perdermela
Prima di partire, anche grazie all’APP del CREATIVATION, avevo steso una lista di stand che volevo visitare e mi ero ben documentata. Lo stand della CONCORD & 9TH era fra questi.


Ci sono passata ben due volte. La prima volta mi sono guardata tutti i sample e ho chiesto il catalogo. Poi sono andata da Sturbucks e ho preso un cappuccino ed un cinnemon roll. Poi mi sono seduta su una poltrona dell’atrio e sfogliando il catalogo, guardando le foto che avevo scattato mi sono segnata un paio di punticini. Ho ripreso quindi tutte le mie borsine e mi sono ripresentata: “Salve, io sono Miranda e vengo dall’Italia, mi piacciono molto i vostri prodotti, posso farvi un paio di domande?”
E… BOOOOOM!!! E’ stato amore!!!


Allo stand c’era Greg, uno dei due designer del marchio, simpaticissimo e disponibilissimo, ed io la domanda deficiente l’ho fatta subito: Cosa significa Concord & 9th?
E da qui ho scoperto un mondo pazzesco. Insomma, mi piace un sacco quando qualcuno mi racconta una storia (colpa di zio Antonio che per farmi felice mi trasformava in un racconto anche la lista della spesa) e Greg me ne ha raccontata una bellissima.

La creatività è un viaggio per chi ha il coraggio di compierlo. Si scoprono molte cose su se stessi e sul mondo che probabilmente con occhi non creativi ci sarebbero preclusi. Durante questo viaggio si possono anche fare un sacco di scoperte, ma a volte servono anche gli occhi creativi di qualcun altro per vedere meglio. 
Di fatto la strada di Greg incontra quella di Angie (l'altra designer del marchio) nel 2010 e nel 2015 decidono di buttarsi in questa esperienza. Ed ecco che nasce la CONCORD & 9TH.  Si tratta di vere e proprie strade. In una abita Greg e nell’altra Angie. Il nome del loro progetto è il punto di incontro fisico delle strade in cui vivono. Eh si, pèerchè la mia creatività può incontrare la tua. E quando questo succede esplode il divertimento. Per qualche minuto la mia Cesta si è trovata proprio lì, in quell’incrocio, where the Creativity meets… ed è stato bellissimo!!!

Al momento loro hanno splendidi timbri e fustelle divertentissime.
Ci ho ragionato su un po’ del perchè mi piacciono tanto ed ho trovato un sacco di motivazioni:
·        Si possono usare magnificamente con medium acquerellabili che sono la mia passione
·        Il design è pulito e fresco, ad dir poco è pazzesco: questi prodotti hanno dei dettagli da rimanere innamorati... (tze' e li chiamano solo timbri..)
·        Il loro brush lettering mi sembra sia meno lezioso di quelli che si vedono in giro e mi sembra abbia più carattere.
     I timbri sono clear ( occupano poco spazio e costano meno di quelli in gomma) e sono fatti di polimero di grande qualità: stampano da Dio. 
     
 
      Al momento i loro prodotti sono veduti in Italia da IL NEGOZIO DELLA MAMMA DI CLE.
     Io li ho colorati con quei magnifici pennarelli che sono i CLEAN COLOR REAL BRUSH della KURETAKE che invece potete trovare da IMPRONTE d'AUTORE.
      

     Ecco, la consapevlezza che in questo mondo Craft sia possibile fare un percorso che veramente vada oltre il mi piace e non mi piace, si sta davvero facendo strada in quelli che sono i miei pensieri. Spero che il mio percorso possa incontrare il vostro.
      Grazie per essere passati di qui
      M!R

domenica 5 febbraio 2017

CREATIVATION 2017 - MY HAPPIEST PLACE ON EARTH


E' successo veramente!!! Ho prove e testimoni.
Dopo una settimana di febbre a 40, con il dottore che diceva di non partire, il Capo che rispondeva ai messaggi con il ghigno di chi sa che in un modo od in un altro in ufficio ci sarei dovuta tornare..., dopo telefonate concitate e razionalmente da me poco partecipate con le mie compagne di viaggio, giovedì 19 gennaio 2017 io sono partita, cortisone in una mano e tachipirina nell'altra, dopo essermi fatta una polizza viaggio/assistenza sanitaria pazzesca, al di là di ogni ragionevole deroga.

Oniricamente con Clelia, stavo programmando questo viaggio da due anni e più... ma quante cose sono cambiate in due anni.
Clelia stava iniziando solo a pensare al Negozio della Mamma di Cle, ne parlavamo come tante volte abbiamo parlato ridendo sino alle lacrime dei NKOTB. Era tutto un gioco... ma il fatto è che nella realtà noi i NK li abbiamo incontrati davvero e forse ci speravamo già allora che i nostri sogni craftosi potessero concretizzarsi.

Tecnicamente a questo viaggio ci lavoriamo da gennaio del 2016, da quando hanno annunciato location e date. Poi sono arrivati gli accrediti (grazie Umberto, lo so che ti ho stalkerizzato come pochi e so che sai che non ho finito), poi si è unita a noi Lalla, poi abbiamo fatto le veglie per iscriverci ai workshop (quello di Tim Holtz è andato sold out in 45 minuti), poi l'albergo scelto con cartina di Phoenix alla mano (potete capire da soli l'immane sforzo che abbiamo fatto), poi l'aereo... poi gli imprevisti di 3 settimane prima con l'agenzia viaggio... e mano a mano che si andava avanti le cose cambiavano, la nostra consapevolezza circa questo mondo cambiava. Quante aspettative!!! Neanche lo volevamo ammettere davvero. A me e a Clelia piace un sacco fare la parte di quelle che hanno sempre tutto sotto controllo.


Mentre i mesi passavano e la partenza si avvicinava ci accorgevamo che ci stava prendendo un'ansia pazzesca. Come se stessimo aspettando un appuntamento importantissimo. Non ne eravamo consapevoli dall'inizio, o forse si, forse il timore della delusione e del ridimensionamento dei sogni ha giocato la sua parte...

Di fatto siamo partite, infrangendo di sicuro i sogni di Lalla, che nel frattempo si stava informando sui musei della riserva Navajo, dicendole "noi entriamo in fiera alle 9 e usciamo quando ci buttano fuori..."


Il primo giorno è stato di corsi. Siamo uscite dall'albergo alle 6.30 per prendere dei buoni posti al corso di Tim Holtz, Seconda fila. Abbiamo le prove. Ma a parte il posto etc. credetemi, appena entrate è stato subito evidente che eravamo nella nostra Disneyworld. 
Questo CHA è stato il nostro posto felice. 
Davvero. 
Durante la prima giornata e mezza le emozioni hanno avuto la meglio e forse per questo continuavamo a passare al booth della Sizzix dalla nostra amica Debbie per rassicurarci.
Ma poi è passata e ci siamo buttate. 


Dalla metà del primo giorno dello show io ho vissuto tutto molto in solitaria, provavo a seguire Clelia, ma onestamente i contatti da retailer non mi interessavano, e quindi mollavo le mie compagne e partivo a pellegrinare, ammiravo i samples, chiedevo i cataloghi e gioco/forza il mio badge di Impronte d'Autore con la scritta Distributor faceva il resto... ho stalkerizato i miei miti e fatto mille mila domande ai designer. E così l'entusiasmo rimaneva e dilagava, ma la consapevolezza iniziava ad imporsi. Iniziava... perché alla fine è stato ed è violentissimo quello che mi porto a casa e continua tutt'ora.


Questa è una manifestazione per addetti ai lavori. Non ci vanno solo i negozi. Ci vanno i distributori, ci vanno i Buyer, ci vanno i blogger, ci vanno i trend setter..
Gli Espositori sono i grandi, quelli che hanno gli stand sono i quelli che ci fanno sbavare ed andare in bancarotta durante l'anno.
Sono lì, con i loro prodotti, con le loro novità alle quali lavorano da anni, con gli esempi di utilizzo fatti da loro e si mettono a disposizione.


Vogliono condividere e ti ringraziano se vorrai condividere anche tu...
Hanno stand curati nei dettagli e sono a tua disposizione. Ad una tua domanda, che magari ti sembra stupida, rispondono travolgendoti di entusiasmo e passione. Tutti. Nessuno escluso. Da Tim Holtz, star indiscussa dello show, ad Alt & New, alla prima esperienza al CHA.
Gli chiedi della loro storia e ti rispondono dicendoti che la passione li ha fatti lavorare sodo, anche quando erano i soli a crederci.


Io personalmente ho imparato che dietro il CRAFT serio, quello professionale, c'è davvero tanto lavoro. Ma non solo. C'è anche tanto cuore. 
E queste due componenti non viaggiano da sole e non possono escludersi. 
Non basta la tecnica. 
E non basta neanche il cuore. 
Dyan Reveley diceva che prima di produrre il suo primo timbro ha riempito un centinaio di quaderni, non se lo è improvvisato quel tratto e quel genere. 
Wendi Vecchi, davanti alla sua linea Archival ha detto che la sua scelta dei colori nasce da uno studio profondo delle cromie,    al limite della paranoia, che al suo Garden Patina ci ha lavorato per due anni. 


Ma puoi avere i prodotti più all'avanguardia del mondo, puoi essere un grande della tecnica, ma se non ci metti anche il cuore mica ci arrivi al grande pubblico. 
E con cuore non intendo che si deve provare piacere mentre si fanno le cose, che bisogna metterci tanto amore... etc etc... Queste cose non mi convincevano prima ed adesso le trovo abbastanza superficiali. 
Il passo è oltre. 
Il cuore è la tua anima. La tua anima è il volerti mettere in gioco come persona.
Questi non hanno iniziando cercando il plauso. 
Questi hanno provato così tanto piacere in quello che facevano al punto da stare svegli la notte per cercare di capire le tecniche.
Questi hanno lavorato sodo davvero sui lori progetti e non li hanno mai considerati conclusi fino a che i loro stessi progetti non hanno iniziato a parlare di loro.
Insomma, questi CI HANNO MESSO LA FACCIA!


E adesso, dopo avere guardato negli occhi la mia amica davanti allo specchio dei bagni del Convetion Centre di Phoenix ad averle detto "a casa ho Sophie e Max che mi aspettano, ma questo è il posto in cui voglio stare, non mi manca nulla, io qui sto bene!" ed essermi sentita rispondere "Ti capisco, provo lo stesso!" come si fa a tornare indietro? 



Grazie per essere passati di qua
M!R

PS. Grazie Clelia per le foto,  Hai colto perfettamente il mio camminare sola. Grazie!
PS. Grazie alla pazienza di tutti quelli che ho stalkerizzato.

domenica 25 dicembre 2016

ASI - Associazione Scrappers Italia











Non è che non mi piaccia condividere. Anzi.
Il fatto è che sono pigra e andando avanti con l'età mi accorgo di peggiorare sempre di più.


Riassumedo in breve vi posso dire che l'asi è l'associazione che riunisce le scrapper italiane e fra queste ci sarei anche io. 
Uso il condizionale perché ad essere puristi io sarei più una card maker (e mi ci picco pure) ma visto che tutto quello che pubblico non è tutto quello che faccio, posso assicurarvi che scrappo anche io. 
Sono l'orgogliosa detentrice della tessera 1037, fatta ormai 6 anni fa... fischia, una vita fa a pensarci un po'...
































Intorno all'ASI girano tante cose ma i meeting regionali sono un po' il fulcro.
Ogni regione organizza vari meeting nel corso dell'anno durante i quali si mangia e si compra.
C'è anche un progetto, ma fa da sfondo. 
Mi spiego meglio: c'è sempre un'insegnante che prepara un progettino e aiuta tutte le altre a farlo ma il bello è perdersi parlando di prodotti, di tecniche, di figli bipedi, di figli pelosi, di come si fa lo sformato di patate, del fatto che netflix sia meglio di sky etc etc...  
Per tutte le partecipanti a questi il papercrafting è una cosa seria: ognuna di noi ha modificato parte della casa per farci stare comodo il proprio armamentario, ha costretto la propria famiglia a vivere in funzione delle mode craft del momento (anni fa, appena usciti i marker di Tim Holtz, costrinsi la mia povera sorellina a cercarli a Londra, visto che ai tempi in italia le novità del CHA arrivavano con diversi mesi di ritardo. Lei si presentò da The Blade Rubber e supplicò la poverina alla cassa "senti,io non so cosa siano e a cosa servano, so che mia sorella li vuole, sono colorati e reagliscono all'acqua e di sicuro stanno distressando me. Fai il possibile per carità e trovameli che lei arriva fra due settimane e l'opzione che non li abbia trovati non è contemplata!!!) ma ai meeting il clima è particolare.

































Eh sì, perchè forse è dovuto al fatto le motivazioni che ci hanno fatte sbarellare per questo hobby un po' ci accomunano. 
Forse perchè tutte siamo grate a questo hobby perchè in un particolare momento della nostra vita ci ha tirate un po' fuori... insomma... noi ci riconosciamo. 
Non ci stiamo tutte simpatiche (del resto a parte 4 uomini siamo tutte donne) ma quello che anima me è la stessa cosa che anima quella scappata di casa che come non la sopporto, mi sale l'ansia solo a vederela... etc etc.
Quindi ai meeting non si va per per il progetto fine a se stesso eppure... che patrimonio pazzesco di dispense ha l'asi nei suoi archivi! Eh si perché accidenti, siamo diventate brave! Nel senso che la passione, il confronto e la condivisione ci hanno fatte crescere. Se agli arbori le nostre Madri Pellegrine portavano le novità dall'America e le condividevano via fax o sul forum adesso siamo tutte social e, per alcune cose, siamo diventate anche più brave delle americane.
Se non ci fosse stata l'Asi probabilmente lo Scrap avrebbe comunque preso piede anche in Italia, ma di fatto l'ASI c'è e se lo Scrap ha preso piede lo deve a Lei e alle fantastiche persone che ci sono dietro.

































FANTASTICHE, sì. Perché rinunciare al proprio tempo per gli altri è il più grande sacrificio che si possa fare. Perché organizzare un meeting, una fiera, uno stand significa davvero sacrificare il proprio tempo, toglierlo a se stessi, alla famiglia, agli amici...
Si basa sull'associativismo. E' un'associazione. A volte questo sembra essere un dettaglio trascurabile o forse non se ne conosce il senso. Permettetemi due parole allora: un'Associazione è fatta da associati. Senza gli associati l'associazione non esiste. Questo significa che se io aderisco ad un'associazione la mia parte (MIA, quello che posso) non solo devo metterla, ma devo garantirla.
































Io non lo ho capito subito.
Ci ho messo un po', all'inizio mi sono iscritta per gli sconti negli shop convenzionati e per partecipare ai meeting che avevo confuso con i corsi.
Ma poi accadde qualcosa. Ero ad un meeting Lombardia a Dalmine, c'era un bellissimo progetto di Germana Villa (lo dico sempre che per me il costo della tessera ASI si ripaga con la sola dispensa di quella book card). Mi ricordo che alla fine di quel meeting mi ritrovai l'insegnante con tanto di ramazza in mano intenta a buttare via i sacchi della pattumiera. Ecco. Lì ho capito che l'Asi, non è di chi si iscrive. L'asi è di chi la vuole vivere.

































Io non ho molto tempo per partecipare ai meeting ed aiutare le referenti della mia regione con la sala ed i kit eccetera, ma quando Manuela Perotto (splendida, elegantissima scrapper) un anno fa mi ha chiesto di insegnare al meeting del Trentino Alto Adige ho pensato che la mia parte all'Asi dovevo restituirla.
Quale parte? No, non gli sconti... no, neanche le dispense.
A me l'Asi ha dato qualcuno con cui parlare per ore di quello che non è più solo un hobby, ma davvero molto molto di più... Alcune di queste persone sono diventate care al mio cuore come poche altre.
Potete iscrivervi all'Asi come potete non farlo.
Non sarà la tessera a fare di voi una scrapper.
Potete iscrivervi e limitarvi a godere solo degli sconti e delle dispense. Nessuno vi guarderà storto.
Ma potete anche entrare e come me trovare una famiglia acquisita che viene in Trentino perché fate il vostro primo corso come insegnate ASI... (la mia nipotina Sara non è la più bella del mondo?)


Potete finalmente conoscere quella Scrapper che adorate di persona e scoprire che cavolo... è davvero splendida come i suoi lavori...



Potreste meravigliarvi nello scoprire che quella straordinaria card maker con la quale parlate tramite social più o meno tutti i giorni oda anni la state abbracciando di persona per la prima volta...



Potreste rendervi conto che alla fine, dall'ultima Formazione Creativa non è passato poi così tanto tempo...


Accorgervi che la disponibilità che avete colto su Facebook nella realtà è molto più grande...


E potrete rimanere incantati da nuovi splendidi universi..


Dove la dolcezza esplode...


e l'entusiasmo dilaga...



Insomma, siete davvero disposte a perdervi tutto questo?















L'Asi per me è tutto questo... e sono sicura che sarà tanto altro ancora.



Grazie per essere passati di qua
K&H
M!R








venerdì 14 ottobre 2016

Io sono una BLOGGER



Oh mamma!! Ma è passata una vita dall'ultimo post!
Mi verrebbe da fare una pubblica promessa di non far trascorrere più così tanto tempo, ma sulle tempistiche di questo tipo io non sono affatto credibile.
Non che non abbia fatto nulla da maggio, anzi! Ma scrivere un post è una cosa che a me personalmente richiede tempo. Tanto tempo.
Non mi va affatto di scrivere un post tanto per... Sia chiaro che non è un'accusa a chi pubblica semplicemente per far vedere il proprio lavoretto, ma di fatto la mia Cesta non nasce per questo e quindi scrivere un post così, per tenere il tutto aggiornato non mi va. Preferisco fare la lista della spesa, almeno faccio esercizio di calligrafia. Sono scelte.


Quando però è nata questa Cesta ricordo che non avevo tutte le paturnie che ho adesso tipo "le foto vanno bene?", "il watermark c'è?", "sarà necessario un po' di post editing?", " "di cosa parlo...?".
Avevo il mio lavoretto, avevo fatto delle foto e cercavo di riportare di più il dettaglio che mi piaceva piuttosto che il progetto nel suo insieme e mi premeva raccontare quello a cui pensavo mentre mi sporcavo le mani con inchiostri e colle...
Adesso mi rendo conto che le cose sono un pochino cambiate,  come se ci fosse della pressione (che di fatto è inesistente), come se alla fine non proprio tutto quello che penso mentre pastrugno può essere davvero condiviso con la blogsfera.
E così fustellando foglioline ho iniziato a pensare al senso dell'avere un blog che fa vedere immagini di lavoretti craftosi ma che parla sempre di tutt'altro.


Negli ultimi anni si è parlato tanto del declino dei blog e dei forum a favore di altri social più immediati come Facebook e Instagram etc... 
Nei vari studi al riguardo la tesi più accreditata è quella per la quale i nuovi social sono più 'veloci' ed in un mondo così frenetico questo essere 'smart' fa la vera differenza. 
Una cosa mi piace? Bene, con un like me la cavo! 
Una cosa non mi piace? Bene, con un like posso comunque essere politicamente corretta e fare anche public relations... 
Volete mettere con un Blog? Sì, va bene, il tuo lavoro mi piace, ma se pubblichi su un blog i miei passaggi sono i seguenti:
  • leggere la notifica del tuo post (o capitare per caso sul tuo blog),
  • il tuo titolo deve essere così accattivante da non farmi cancellare la tua notifica o andare oltre al blog successivo,
  • trovare interessante quello che dici al punto da arrivare alla fine del tuo post,
  • avere la voglia di commentare e/o salutare e/o mandarti un messaggio privato
  • trovare così sconvolgente quello che hai letto da volerlo condividere con altri..
Insomma, con un like su FB ti faccio sapere che ti ho visto e il mio like comparirà sulle notizie di chi mi segue... dai, andiamo tutti di fretta. Siamo sempre tutti in ritardo, ma volete mettere...?
E' decisamente tutto così EASY...



Il termine Easy l'ho trovato un sacco di volte leggendo le varie posizioni a favore dei nuovi social...
Ma è da qui che ho iniziato a pensare perché è una parola che non mi piace per nulla. 
Perché se è vero che da un lato tutto è molto più semplice, è vero anche  che è tutto molto semplificato. E non è detto che sia sempre un bene.
L'articolazione dei pensieri e la libertà che un blog può offrire Facebook al momento se la sogna.
Nel corso di questi anni di scrap ho visto blog chiudere. Blog di valore, mica tuffa. Anzi.
Blog che seguivo regolarmente, dei quali aspettavo i nuovi post, a volte commentavo, altre volte no. Commentavo quando volevo complimentarmi, quando avevo domande da fare su qualche tecnica, altre volte per timore reverenziale non scrivevo nulla. Adesso mi dispiace.
Sì, perché quelli che dicono "Chi se ne importa se non ho commenti, alla fine io scrivo solo per me !" mentono. E tanto!
Scrivetevi un  diario allora, aprite word!
Magari non ne siete consapevoli, magari non vi è chiaro perché, ma non avete aperto il vostro blog solo per voi stessi ed un commento vi fa molto più piacere di un like su FB o su Instagram!
Perché se avete aperto un blog, non volete essere solo seguiti, volete essere conosciuti...


Il solo nome del vostro Blog, la scelte delle parole del post, la sola sequenza delle foto accidenti parlano di voi e voi volete che sia questo ad essere colto, compreso. Chisseneimporta!!!... se piace o meno, l'importante è comunicarlo... e una foto veloce vista con lo scroll questo non è in grado di farlo.


Per come sono fatta, e per come intendo questo hobby in particolare ed i rapporti in generale, credo davvero che un blog sia molto faticoso da gestire, richiede impegno, contenuti e voglia di condividere, un'esperienza, un ricordo, una tecnica... (ma da qualche parte ho letto che anche questo fa parte dello SCRAPBOOKING) ma sia la formula più autentica e soddisfacente.
Certo, un blog presuppone un progetto a lungo termine , ma dopotutto chi di noi (se non altro per la spesa che abbiamo sostenuto giusto per comprare lo stretto necessario per riempirci la casa ) non ne ha uno?

Quindi, tutto questo blaterare per dire cosa? Che metterò più impegno nel seguire i blog che tanto mi piacciono e che proverò ad essere più costante nei post del mio.
Perché alla fine, è così carina la mia piccola Cesta e c'è ancora così tanto posto per nuovi pensieri...



Grazie per essere passati di qua.
K&H
M!R

giovedì 19 maggio 2016

Lo STAMPING per me...


Sono solita dire quando parlo di me IO VIAGGIO SOLA.
E questo accade soprattutto quando ciapugno.
Per me colorare con i miei Distress significa davvero riscattare del tempo per nascondermi in un mondo tutto mio. 
Significa dimenticarmi per un attimo di tutto quello che mi circonda e farmi cullare... dai colori, dalle storie, dalla fantasia. E' la mia isola che non c'è.
Per questo coloro sempre da sola e per questo non tutti i timbri mi vanno bene. Coloro quelli che raccontano qualcosa, che possono davvero farmi estraniare.
Non si tratta di egoismo o altro. Si tratta solo di volere e di avere bisogno di un attimo, anche piccolo, solo per me.
E di questo sono davvero molto gelosa. Ho sempre condiviso e con piacere i trucchetti che imparavo, che scoprivo. Ho i testimoni di questo. Non mi ritraggo davanti alle richieste di spiegazioni, ma per me la cosa si può anche fermare qua. 

Ed è per questo che ho sempre detto che non avrei mai fatto corsi. 

Al di là del fatto che io ho un lavoro che, pur piacendomi molto, non lascia passare un solo giorno senza ricordarmi che è un lavoro... io cosa posso fare vedere durante un corso? 
Passatemi la presunzione. Non si tratta di dire che non so colorare, credo di saperlo fare, ma ci sono così tante persone che lo sanno fare bene, meglio di me...
Io coloro per evadere, mi rendo conto quando una cosa mi riesce meglio di un'altra, ma del risultato finale mi importa ben poco. A me interessa il percorso. Quindi, cosa raccontare durante un corso? Che io per colorare un timbro ci metto anche 5 giorni? E che mi piace ripetere i passaggi perché mi sembra in  questo modo di prolungare il mio divertimento? Che io, alla fine, ai timbri che scelgo di colorare mi affeziono? Queste erano di fatto le mie remore.


Ma poi qualcuno ha insistito. Tanto. Qualcuno ha giocato anche sui miei sensi di colpa. In maniera molto cara e rispettosa, ma alla fine questo era.  E così ho capitolato.

Ho pensato, va beh... tecnicamente posso farvi vedere cosa è una RC e di certo non come si acquerella... però posso parlarvi di quella che è la mia passione. Posso raccontarvi cosa rappresenta nella mia Cesta lo stamping.
Sì. Questo posso farlo. 
E così il 7 maggio, dopo tante corse in bagno, dopo chili di correttore a coprire occhiaie ormai solcate, ero pronta. Insomma. Ero  qualcosa. Magari non proprio pronta. Ma di sicuro presente. 



Erano presenti anche un sacco di amiche. Quelle vere. Non quelle dei Social. Quelle che magari hai conosciuto sui social, ma che poi si sono fatte largo nella tua vita di tutti i giorni.
Emozione e timore. Tremore ed anche un pizzico di ansia. Ma è stato bello vivere tutto questo con chi ha voluto farne parte.


La scelta del progetto e dei materiali è stata facile.  Come raccontavo prima, mi piacciono le storie e i Bimbi di Impronte d'Autore ne sanno raccontare tante. Inoltre potevo usare proprio il sentiment che avevo tanto richiesto.



Sono partita così con le mie sportine cariche di colori e con tante emozioni da voler condividere... Perché anche se il viaggio resta un'esperienza solitaria, le persone che incontri durante lo impreziosiscono. Lo rendono ancora più meraviglioso, ancora più evocativo.


Ed ecco che quello che nasce nella confusione della propria scrivania esplode sul sorriso di chi si meraviglia di come può prendere vita un timbro nella propria fantasia.


Ed ecco che sembra di essere nel laboratorio di Mago Merlino... I materiali, anche di scarto, si mettono insieme ed inizia il gioco...


La sorpresa di vedere 16 persone che vogliono ripetere i tuoi gesti, quelli che ti fanno stare bene...
La meraviglia di vedere 16 persone disegnare 16 cieli diversi... 16 universi splendidi....
Lo stupore davanti a 16 persone che prendono un tuo progetto e lo trasformano nel loro...


Ed io adesso come faccio a dirvi grazie?


Come faccio a farvi capire che giocare con voi e' stato per me bellissimo?


Come faccio a raccontarvi di quanto si è arricchito il mio Stamping da quando ho saputo che ci saremmo incontrate?


L'emozione di incontrarvi e' stata la stessa del giorno del mio primo corso di colorazione con quella donna meravigliosa ed immensa in bellezza, creatività, cuore e professionalità che è Giovanna Irde. Io lo sapevo quel giorno che mi avrebbe fatta innamorare. Ecco. Nasce tutto da lì, dal mio incontro con lei. E non si tratta di una sviolinata. Lei, con i suoi colori, con i suoi progetti, mi ha parlato di un modo di vivere lo stamping. Da parte mia, ho solo cercato di  raccontarvi quello che ho capito.


A volte i cerchi si chiudono... Ho comprato da Impronte il mio primo DISTRESS Reinker... Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe finita così...


E così...

              

E così...

          

Eh sì... Mi sono commossa davvero.  Vi voglio bene davvero! 
È un viaggio di cui sono molto orgogliosa. Di cui sono tanto fiera. 
Che mi sembra un gran sogno. Che mi sembra un grande regalo!


Grazie a tutti quindi, a chi ha partecipato, a chi e' venuto da lontano, a chi ha aspettato in giro per Milano, a chi è passato a salutare, a chi ha condiviso l'evento, a chi ha disegnato la splendida locandina che adesso è incorniciata ed appesa orgogliosamente in casa a futura memoria, a chi mi ha mandato un messaggino pieno di cuori la mattina, a chi mi ha videochiamata, a chi mi ha scritto una mail bellissima e a chi la sera ha esordito con 'fanciullina come è andata?" 



Ecco. Grazie. La mia cesta da oggi è più ricca.

M!R