martedì 21 febbraio 2017

WHERE THE CREATIVITY MEETS ...



E' passato un mese dal CHA ed io sto cercando di fare ordine fra tutti gli input ricevuti.
Una delle cose più elettrizzanti del CHA è che sono proprio i designer a presentare il loro lavori ed io l’occasione di fare  domande ho cercato di non perdermela
Prima di partire, anche grazie all’APP del CREATIVATION, avevo steso una lista di stand che volevo visitare e mi ero ben documentata. Lo stand della CONCORD & 9TH era fra questi.


Ci sono passata ben due volte. La prima volta mi sono guardata tutti i sample e ho chiesto il catalogo. Poi sono andata da Sturbucks e ho preso un cappuccino ed un cinnemon roll. Poi mi sono seduta su una poltrona dell’atrio e sfogliando il catalogo, guardando le foto che avevo scattato mi sono segnata un paio di punticini. Ho ripreso quindi tutte le mie borsine e mi sono ripresentata: “Salve, io sono Miranda e vengo dall’Italia, mi piacciono molto i vostri prodotti, posso farvi un paio di domande?”
E… BOOOOOM!!! E’ stato amore!!!


Allo stand c’era Greg, uno dei due designer del marchio, simpaticissimo e disponibilissimo, ed io la domanda deficiente l’ho fatta subito: Cosa significa Concord & 9th?
E da qui ho scoperto un mondo pazzesco. Insomma, mi piace un sacco quando qualcuno mi racconta una storia (colpa di zio Antonio che per farmi felice mi trasformava in un racconto anche la lista della spesa) e Greg me ne ha raccontata una bellissima.

La creatività è un viaggio per chi ha il coraggio di compierlo. Si scoprono molte cose su se stessi e sul mondo che probabilmente con occhi non creativi ci sarebbero preclusi. Durante questo viaggio si possono anche fare un sacco di scoperte, ma a volte servono anche gli occhi creativi di qualcun altro per vedere meglio. 
Di fatto la strada di Greg incontra quella di Angie (l'altra designer del marchio) nel 2010 e nel 2015 decidono di buttarsi in questa esperienza. Ed ecco che nasce la CONCORD & 9TH.  Si tratta di vere e proprie strade. In una abita Greg e nell’altra Angie. Il nome del loro progetto è il punto di incontro fisico delle strade in cui vivono. Eh si, pèerchè la mia creatività può incontrare la tua. E quando questo succede esplode il divertimento. Per qualche minuto la mia Cesta si è trovata proprio lì, in quell’incrocio, where the Creativity meets… ed è stato bellissimo!!!

Al momento loro hanno splendidi timbri e fustelle divertentissime.
Ci ho ragionato su un po’ del perchè mi piacciono tanto ed ho trovato un sacco di motivazioni:
·        Si possono usare magnificamente con medium acquerellabili che sono la mia passione
·        Il design è pulito e fresco, ad dir poco è pazzesco: questi prodotti hanno dei dettagli da rimanere innamorati... (tze' e li chiamano solo timbri..)
·        Il loro brush lettering mi sembra sia meno lezioso di quelli che si vedono in giro e mi sembra abbia più carattere.
     I timbri sono clear ( occupano poco spazio e costano meno di quelli in gomma) e sono fatti di polimero di grande qualità: stampano da Dio. 
     
 
      Al momento i loro prodotti sono veduti in Italia da IL NEGOZIO DELLA MAMMA DI CLE.
     Io li ho colorati con quei magnifici pennarelli che sono i CLEAN COLOR REAL BRUSH della KURETAKE che invece potete trovare da IMPRONTE d'AUTORE.
      

     Ecco, la consapevlezza che in questo mondo Craft sia possibile fare un percorso che veramente vada oltre il mi piace e non mi piace, si sta davvero facendo strada in quelli che sono i miei pensieri. Spero che il mio percorso possa incontrare il vostro.
      Grazie per essere passati di qui
      M!R

domenica 5 febbraio 2017

CREATIVATION 2017 - MY HAPPIEST PLACE ON EARTH


E' successo veramente!!! Ho prove e testimoni.
Dopo una settimana di febbre a 40, con il dottore che diceva di non partire, il Capo che rispondeva ai messaggi con il ghigno di chi sa che in un modo od in un altro in ufficio ci sarei dovuta tornare..., dopo telefonate concitate e razionalmente da me poco partecipate con le mie compagne di viaggio, giovedì 19 gennaio 2017 io sono partita, cortisone in una mano e tachipirina nell'altra, dopo essermi fatta una polizza viaggio/assistenza sanitaria pazzesca, al di là di ogni ragionevole deroga.

Oniricamente con Clelia, stavo programmando questo viaggio da due anni e più... ma quante cose sono cambiate in due anni.
Clelia stava iniziando solo a pensare al Negozio della Mamma di Cle, ne parlavamo come tante volte abbiamo parlato ridendo sino alle lacrime dei NKOTB. Era tutto un gioco... ma il fatto è che nella realtà noi i NK li abbiamo incontrati davvero e forse ci speravamo già allora che i nostri sogni craftosi potessero concretizzarsi.

Tecnicamente a questo viaggio ci lavoriamo da gennaio del 2016, da quando hanno annunciato location e date. Poi sono arrivati gli accrediti (grazie Umberto, lo so che ti ho stalkerizzato come pochi e so che sai che non ho finito), poi si è unita a noi Lalla, poi abbiamo fatto le veglie per iscriverci ai workshop (quello di Tim Holtz è andato sold out in 45 minuti), poi l'albergo scelto con cartina di Phoenix alla mano (potete capire da soli l'immane sforzo che abbiamo fatto), poi l'aereo... poi gli imprevisti di 3 settimane prima con l'agenzia viaggio... e mano a mano che si andava avanti le cose cambiavano, la nostra consapevolezza circa questo mondo cambiava. Quante aspettative!!! Neanche lo volevamo ammettere davvero. A me e a Clelia piace un sacco fare la parte di quelle che hanno sempre tutto sotto controllo.


Mentre i mesi passavano e la partenza si avvicinava ci accorgevamo che ci stava prendendo un'ansia pazzesca. Come se stessimo aspettando un appuntamento importantissimo. Non ne eravamo consapevoli dall'inizio, o forse si, forse il timore della delusione e del ridimensionamento dei sogni ha giocato la sua parte...

Di fatto siamo partite, infrangendo di sicuro i sogni di Lalla, che nel frattempo si stava informando sui musei della riserva Navajo, dicendole "noi entriamo in fiera alle 9 e usciamo quando ci buttano fuori..."


Il primo giorno è stato di corsi. Siamo uscite dall'albergo alle 6.30 per prendere dei buoni posti al corso di Tim Holtz, Seconda fila. Abbiamo le prove. Ma a parte il posto etc. credetemi, appena entrate è stato subito evidente che eravamo nella nostra Disneyworld. 
Questo CHA è stato il nostro posto felice. 
Davvero. 
Durante la prima giornata e mezza le emozioni hanno avuto la meglio e forse per questo continuavamo a passare al booth della Sizzix dalla nostra amica Debbie per rassicurarci.
Ma poi è passata e ci siamo buttate. 


Dalla metà del primo giorno dello show io ho vissuto tutto molto in solitaria, provavo a seguire Clelia, ma onestamente i contatti da retailer non mi interessavano, e quindi mollavo le mie compagne e partivo a pellegrinare, ammiravo i samples, chiedevo i cataloghi e gioco/forza il mio badge di Impronte d'Autore con la scritta Distributor faceva il resto... ho stalkerizato i miei miti e fatto mille mila domande ai designer. E così l'entusiasmo rimaneva e dilagava, ma la consapevolezza iniziava ad imporsi. Iniziava... perché alla fine è stato ed è violentissimo quello che mi porto a casa e continua tutt'ora.


Questa è una manifestazione per addetti ai lavori. Non ci vanno solo i negozi. Ci vanno i distributori, ci vanno i Buyer, ci vanno i blogger, ci vanno i trend setter..
Gli Espositori sono i grandi, quelli che hanno gli stand sono i quelli che ci fanno sbavare ed andare in bancarotta durante l'anno.
Sono lì, con i loro prodotti, con le loro novità alle quali lavorano da anni, con gli esempi di utilizzo fatti da loro e si mettono a disposizione.


Vogliono condividere e ti ringraziano se vorrai condividere anche tu...
Hanno stand curati nei dettagli e sono a tua disposizione. Ad una tua domanda, che magari ti sembra stupida, rispondono travolgendoti di entusiasmo e passione. Tutti. Nessuno escluso. Da Tim Holtz, star indiscussa dello show, ad Alt & New, alla prima esperienza al CHA.
Gli chiedi della loro storia e ti rispondono dicendoti che la passione li ha fatti lavorare sodo, anche quando erano i soli a crederci.


Io personalmente ho imparato che dietro il CRAFT serio, quello professionale, c'è davvero tanto lavoro. Ma non solo. C'è anche tanto cuore. 
E queste due componenti non viaggiano da sole e non possono escludersi. 
Non basta la tecnica. 
E non basta neanche il cuore. 
Dyan Reveley diceva che prima di produrre il suo primo timbro ha riempito un centinaio di quaderni, non se lo è improvvisato quel tratto e quel genere. 
Wendi Vecchi, davanti alla sua linea Archival ha detto che la sua scelta dei colori nasce da uno studio profondo delle cromie,    al limite della paranoia, che al suo Garden Patina ci ha lavorato per due anni. 


Ma puoi avere i prodotti più all'avanguardia del mondo, puoi essere un grande della tecnica, ma se non ci metti anche il cuore mica ci arrivi al grande pubblico. 
E con cuore non intendo che si deve provare piacere mentre si fanno le cose, che bisogna metterci tanto amore... etc etc... Queste cose non mi convincevano prima ed adesso le trovo abbastanza superficiali. 
Il passo è oltre. 
Il cuore è la tua anima. La tua anima è il volerti mettere in gioco come persona.
Questi non hanno iniziando cercando il plauso. 
Questi hanno provato così tanto piacere in quello che facevano al punto da stare svegli la notte per cercare di capire le tecniche.
Questi hanno lavorato sodo davvero sui lori progetti e non li hanno mai considerati conclusi fino a che i loro stessi progetti non hanno iniziato a parlare di loro.
Insomma, questi CI HANNO MESSO LA FACCIA!


E adesso, dopo avere guardato negli occhi la mia amica davanti allo specchio dei bagni del Convetion Centre di Phoenix ad averle detto "a casa ho Sophie e Max che mi aspettano, ma questo è il posto in cui voglio stare, non mi manca nulla, io qui sto bene!" ed essermi sentita rispondere "Ti capisco, provo lo stesso!" come si fa a tornare indietro? 



Grazie per essere passati di qua
M!R

PS. Grazie Clelia per le foto,  Hai colto perfettamente il mio camminare sola. Grazie!
PS. Grazie alla pazienza di tutti quelli che ho stalkerizzato.