Un milione di stanze tutte per sé – Tamara Tenenbaum
Quando entro in una libreria io sto bene. Non perché cerco qualcosa di preciso, ma perché so che, in un modo o nell’altro, incontrerò qualcuno. Un’idea, una voce, una presenza. È sempre stato così: entro con la sensazione molto concreta che da qualche parte, su uno scaffale, ci sia qualcuno che mi sta aspettando. Il giorno in cui ho comprato Un milione di stanze tutte per sé è successo esattamente questo. Ho visto il rimando a Virginia Woolf e mi ci sono buttata addosso d’istinto. Come quando, dall’altra parte della piazza, riconosci un’amica che non vedi da tempo e attraversi di corsa per salutarla. Senza pensarci. Con quella felicità un po’ infantile degli incontri inattesi. Solo che quell’amica non era da sola. Era con qualcun’altra: Tamara Tenenbaum, che io non avevo mai letto. Ecco, questo libro, prima di tutto, è stato per me un incontro riuscitissimo. Aprendolo, mi sono trovata davanti a un’introduzione lunga, molto personale, in cui Tenenbaum si presenta raccontando co...






