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Jane Austen non é Bridgerton - Adalgisa Marrocco

Io leggo moltissimo di notte.  Non perché sia affascinante dirlo. Semplicemente perché dormo poco. E a un certo punto ho smesso di vivere l’insonnia come una sventura. In questa fase della mia vita è diventata quasi un regalo: mi regala tempo, silenzio, una specie di bolla tutta mia. Forse è per questo che di notte leggo così bene:  perché nessuno mi guarda leggere. Nemmeno io. La notte ha un silenzio particolare.  In effetti non è solo silenzio: è intimo e solenne insieme. Un po’ come la radio di notte — di giorno accompagna, di notte ti sussurra. Tutto abbassa la voce, tutto sembra più vicino. Stanotte però non mi sono svegliata per riflessioni profonde sull’esistenza.  Gregorio, uno dei miei gatti, ha fatto cadere una candela dal mobile della cucina. Rumore secco.  Io che mi alzo. Pulisco. E quei movimenti lì che decretano ufficialmente: va bene, ormai sei sveglia. Gregorio, naturalmente, non si è minimamente sentito in colpa. Così ho preso un libricino e l’h...

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