Il Pranzo delle Signore


 Continuo a ritagliarmi il tempo per leggere.

Complice la mia insonnia devo dire che non faccio fatica! E la sensazione di rifugio che mi dà la lettura in questi giorni è davvero come un plaid stretto sulle spalle! Mi piace da impazzire!
E poi oggi mi rifiuto categoricamente di iniziare la giornata guardando il telegiornale o leggendo i giornali.
Non per disinteresse, ma per sopravvivenza.
C’è troppo dolore, troppa ferocia, troppe cose che non riesco più nemmeno a capire.
Forse è disincanto, forse stanchezza morale. So solo che a volte sembra davvero che la coscienza collettiva si sia assottigliata fino a sparire. E allora mi fermo. Metto una distanza. Mi salvo come posso.
E leggo.
Ho appena finito IL PRANZO DELLE SIGNORE, di Lore Segal, edito da Elliot Edizioni.
Non conoscevo l’autrice. L’ho comprato d’istinto, attirata prima dalla copertina che penso sia carinissima e poi dall’idea semplice e potentissima di un pranzo tra vecchie amiche.
È un libretto breve, si legge in un soffio. Contiene questo racconto più corposo e poi altri con gli stessi protagonisti…
Ed è stato — sorprendentemente — sconvolgente.
Cinque amiche novantenni che si ritrovano a pranzo, una volta al mese, da decenni.
C’è una regola: ci si può lamentare solo per pochi minuti a testa. Poi basta.
Dopo si parla d’altro.
Del passato, dei ricordi, delle cose belle. Della vita.
Sono donne che hanno vissuto molto, davvero.
E parlano di tutto: politica, figli, amore, perfino sesso.
Senza politicamente corretto, senza cupezza.
I fatti dell’invecchiamento ci sono tutti, ma sono narrati con una leggerezza scintillante che non rimuove il dolore: lo attraversa.
Quello che mi ha colpita di più è lo sguardo.
Lore Segal racconta dettagli ordinari — una casa di riposo, una memoria che vacilla, un corpo che cambia — con una grazia disarmante. C’è persino un progetto di evasione di una delle amiche dalla residenza assistita.
E c’è, fortissimo, il tema dei figli quando i genitori diventano ‘grandi’.
Io, che guardo quasi sempre tutto dalla parte della figlia, qui ho fatto un passo indietro.
E ho visto l’altra parte.
Quella di chi sente di stare lentamente scivolando fuori dal centro del mondo e tenta, in ogni modo possibile, di difendere l’ultimo territorio rimasto: la dignità.
Non c’è nulla di cupo in questo libro.
C’è lucidità, ironia, amicizia, autonomia.
Il lettore ha davvero l’impressione di sedere a tavola con loro. Non di osservarle da lontano, non di compatirle. Di stare con loro.
La New York che fa da sfondo — elegante, affettiva, piena di memoria — accompagna senza invadere.
È una città che tiene compagnia.
L’ho trovato delizioso.
Nel senso più alto e raro del termine.
Oggi a Milano piove. È tutto grigio.
E questo libro non cancella il grigio.
Lo rende più umano.
Oggi non guardo il telegiornale.
Oggi non apro i giornali.
Oggi mi concentro sui miei problemi.
E, almeno per oggi, va bene così.

M!R
----------------
Lore Segal
Il Pranzo delle signore e altre storie
Elliot, 2024
pp. 128 - €16,50

Commenti