Cuore l'innamorato


 Lo dico subito: questo libro mi ha incuriosita prima ancora di sapere bene di cosa parlasse.

Colpa della copertina.
Le copertine di Fazi Editore hanno su di me un effetto piuttosto prevedibile: mi viene voglia di averle tutte. TUTTE!!!! Detto questo, Cuore, l’innamorato l’avevo visto in giro, mi aveva tentata, ma senza convincermi davvero.
Poi un giorno mi sono fermata in libreria con Micol.
L’ho preso in mano, ho letto la quarta di copertina e ho pensato: no, non fa per me.
E l’ho rimesso a posto.
Nel frattempo, però, ho iniziato a vedere che se ne parlava parecchio. E siccome io, quando c’è qualcosa che accende una conversazione, ho sempre voglia di dire la mia, ho deciso di provarci.
Mi sono detta: ma sì, che sarà mai? Al massimo resterà un libro con una bella copertina che nella mia libreria ci sta sempre bene.
Ora, forse non era il libro ideale da leggere in questo periodo dell’anno, quello dei bilanci, delle malinconie, delle cose che, santa pace, fanno sempre più male… ma fatto sta che l’ho letto.
E l’ho letto in due notti… va be… la prima non riuscivo a dormire per i fatti miei, ma nella seconda proprio non riuscivo a metterlo giù.
E devo ammetterlo: sì, è un bel libro.
Cuore, l’innamorato racconta una fase della vita molto precisa: quella in cui tutto sembra possibile e allo stesso tempo estremamente fragile. Sono gli anni della formazione, delle amicizie totali, delle conversazioni che sembrano sempre decisive. Io quell’età la ricordo bene, so dove collocarla e dove mi collocavo.
Allora… La protagonista, Jordan, ha poco più di vent’anni, studia scrittura creativa (espressione che non amo particolarmente, anzi, mi da proprio l’orticaria, ma è quella usata nel libro), vive immersa nei libri e in un certo tipo di dialoghi. Accanto a lei ci sono Sam e Yash: si parla quindi di un’amicizia a tre che è insieme intellettuale ed emotiva, molto intensa. Una specie di triangolo in cui l’amore non esplode, ma si sposta, cambia direzione, lascia segni che all’inizio sembrano leggeri e poi si rivelano tutt’altro.
Va beh…Il tempo passa.
Vent’anni dopo Jordan è una scrittrice affermata, una donna adulta, e quel passato riaffiora non come nostalgia, ma come interrogativo: cosa resta di quello che abbiamo amato? Cosa abbiamo scelto davvero? E cosa abbiamo lasciato andare senza accorgercene?
Ed è qui che, almeno per me, il libro decolla…nel senso che funziona davvero.
Perché Cuore, l’innamorato non è un romanzo d’amore nel senso classico. È un romanzo sull’educazione sentimentale di una persona che pensa, o meglio , di una donna che sente e riflette insieme. L’amore non è mai separato dall’intelligenza, dalla scrittura, dal modo in cui si sta al mondo.
Quello che mi ha tenuta agganciata è il modo in cui Lily King racconta l’innamoramento e cioè come qualcosa che non è solo da sentire, ma che fa capire. Amare significa guardare l’altro con attenzione, ma anche accettare che non tutto si può trattenere. Non c’è idealizzazione, non c’è romanticismo facile. C’è una tenerezza molto lucida, adulta, che proprio per questo può fare male… a me in alcuni passaggi lo ha fatto… ma è verità universalmente riconosciuta che io ho una soglia di sopportazione del dolore alquanto bassa… (sì, io cito Austen anche a colazione, va bene?)
È un libro che parla a chi ha amato in modo complicato, fuori tempo, o fuori schema. A chi sa che il valore di una relazione non si misura in quanto tempo dura, ma in quello che lascia. A chi ha capito che certe persone magari non restano nella vita, ma restano nei pensieri.
Cuore, l’innamorato non consola e non dà risposte.
Racconta una storia che resta aperta.
Rimane lì… a chiederti con gentile fermezza se hai ancora il coraggio di sentire così.
Ps sì, lo so … si fa prima a leggere i libri che a finire i miei post😅

M!R
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Lily King
Cuore l'innamorato
Fazi, 2025
pp. 228 - €18,50

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