domenica 10 gennaio 2016

Tim Holtz come Hegel


Nuovo anno, nuovi propositi...?
Ma no, per favore... devo ancora finire quelli del 1995... ci mancherebbe. Non sarei neanche credibile in pieno CHA...
Quindi NO. 
Nessun proposito. 
E poi.. Mi vado bene così. Vedo nei propositi dei limiti. 
Che ne so io di quello che accadrà da qui a domani? Che ne so dove mi porterà... che ne so... Clelia ad esempio... ahahah...


No, dai seriamente...

L'anno appena trascorso non volevo proprio iniziarlo. Ho fatto davvero fatica in così tante occasioni...
Ma alla fine di cose "importanti" ne sono successe davvero tante ed è stato bello viverlo.

Non parlo di vita privata, eh.
Restiamo in ambito "craftoso" (il termine non esiste, ma mi sembra meno serioso di "creativo"). Questo è stato proprio un bell'anno. Tanti progetti, tanti prodotti, tante tecniche, tanti volti... è stato proprio pieno e decisamente stimolante.
Tirando le somme mi sono resa conto che i miei interessi si sono spostati molto. Il mio stile è cambiato. Merito dell'influenza di Creative (in questo caso il termine è corretto) che ho conosciuto di persona o via web.
Insomma. La sensazione di aver camminato, di aver fatto un percorso, di capirci di più è ben chiara dentro di me. 
Che si veda o meno dai miei progetti e dalle mie foto poco importa. 
Io so che è così. 
E tanto mi basta.


Analizzandolo, mi accorgo di un paio di cose.
La prima è che IL GIOCO e LA CURIOSITA' mi sono stati compagni. In genere sono una che viaggia in solitaria, ma credo che se un giorno mi dovessi trovare a giocare senza di loro chiuderei la baracca e svenderei il mio materiale.

Un'altra cosa importante sono stati gli strumenti utilizzati in questo gioco.
Ho studiato parecchio (ma dai!!!). Ho seguito un paio di artiste americane che mi hanno aperto un mondo. 
Ho giocato non solo con lo scrap e ho fotografato tanto. 
Davvero tanto!


Uno degli ausili più importanti che mi hanno aiutato è stato l'impegno delle 12 tag di Tim Holtz.
Questo impegno è stato importante perché leggere i suoi post (e non limitarmi ai suoi tutorial come facevo in passato) mi ha fatto scoprire l'artista. 
Quello che ha un pensiero, più che uno stile. 
O meglio. Il suo stile esprime il suo pensiero. 
E studiando il suo pensiero sono riuscita a capire di più il suo stile. Che non è il mio. Ma che mi piace. Mi piace perché mi rassicura e mi mette energia nello stesso tempo.

Lo scorso anno per tutte le 12 tag ha sviluppato il tema dell'EMBRACE IMPERFECTION. 
Chi mi conosce personalmente almeno un pochino può solo immaginare quanto mi sia costato mettermici di impegno. Ma i frutti raccolti mi rincuorano. Basti pensare che non ho fatto la tag di novembre eppure non mi sento minimamente in colpa.


Quest'anno invece ha detto che proverà a sviluppare il tema del REMEMBER THE NOW. E sono davvero ansiosa di iniziarlo. Anche perché io faccio fatica a lasciare andare il passato e per questo a volte il futuro mi angoscia un po'. E così a volte rischio di perdermi il presente... che magari mi passa davanti e neanche me ne accorgo (Valentina, ma sono davvero già passati 6 mesi da quando sei entrata nel DT delle Tiddly? Non ci posso credere...)

L'impostazione mi piace perché per Tim il presente è legato al passato. Senza l'analisi di questo rapporto non è possibile progettare il futuro ... (chissà se lo sa che Hegel diceva più o meno la stessa cosa ma senza l'ausilio delle Tag...)


Praticamente questo si traduce nel utilizzare tecniche proposte negli anni precedenti.
Ecco. Mi ci picco un attimo. Una delle tecniche utilizzate in questa tag mi era piaciuta talmente tanto che l'avevo utilizzata per questo lavoretto qui (ne sono particolarmente fiera perché è stato il tutorial che avevo presentato quando ho partecipato alla DT CALL di Impronte d'Autore ormai ben tre anni fa...)

Non so se vi ho incuriosito almeno un po' e se vi ho tentato un pochino nel buttarvi in questa avventuta Timholtziana che dura un anno... Se siete però arrivate a leggere fino qui permettetemi di dirvi che ne vale la pena davvero.

Grazie per essere passati di qua 











     





























K&H 
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