sabato 19 ottobre 2013

Confession of a Scrapoholic



Eccomi qua… mesi e mesi di assenza dovuti a causa di forza maggiore ma anche, inutile provare a nasconderlo, alla mia pigrizia.
Mesi di assenza dal mio blogghino, ma –vi assicuro- strapieni di esperimenti e meditazioni.
Meditazioni scrappose, naturalmente.  
Avanti, alzi la mano chi davanti ad una pubblicità di Tim Holtz non ha mai esclamato in preda ad un’eccitazione irrefrenabile “ c’mon Tim show me sth new and I’m gonna need it!”?!?!
Oh bugiarde tutte, se non avete alzato la mano è perché non avete capito quello che ho scritto, ma fidatevi, lo avete fatto. Eccome che lo avete fatto.
Credo che questo lato dello shopping compulsivo appartenga davvero a tutte noi! Magari alcune sono più brave a gestirlo, ma tutte – senza esclusione alcuna – ne siamo vittime più o meno consapevoli.
Le mie riflessioni sono nate sul finire di giugno, quando ho avuto la brillante idea di salvare fra i miei siti preferiti, l’indirizzo di un negozio on line che noi tutte amiamo. E, stordita come poche, non mi sono accorta che ho salvato direttamente la pagina sulla quale ero in quel momento, e cioè lo storico dei miei ordini!
E da lì non si è più scappati, altro che storie! Nero su bianco! Anzi, nero su acqua marina! Eccolo lì, l’Elenco! Una lista di ordini fatti con cadenza sistematica da 15 mesi! Qualche volta anche due volte al mese. Che poi, avessi acquistato solo lì... 
ed Eccola, la mia coscienza scrapperina alla sbarra, mentre arranca in goffi tentativi di difesa: No, aspetta, non vale, quell’ordine è indecente, si,  ma era fatto con Cinzia e Elena. Nooo va beh, quello non conta perché ci sono tutte le ricariche biadesive per gli albumini di IreneBeh no dai, anche quello è falsato… lo avevo fatto con Cristina, lei ha iniziato da poco e non ha nulla ancora!
Stupidate cosmiche!
Carte pattern mai utilizzate e comprate rigorosamente nel numero di 3 fogli perché una magari la si usa, la seconda magari serve se la prima non è sufficiente, la terza… beh, ma hai visto che bella? Magari finisce e non la trovo più… e mi piace così tanto guardarla…
Ho oltre 300 timbri di Magnolia, ma uso sempre i soliti 20…
Chi sa colorare con i markers di base alcolica? Poche di noi, ovvio ma 5 set di copic sono necessari, si sa mai che un giorno magari imparo… e i colori servono tutti: per ogni sfumatura servono almeno 5 colori in gamma. Certo, ne basterebbero anche tre, ma vuoi mettere l’effetto con 5? Se si fanno, le cose vanno fatte bene!
Alberto lo Shakerato ha iniziato ad incantarci con opere fantastiche fatte con matite di poco conto? Si, va beh, ma lui è in grado di fare meraviglie anche con semplici pezzi di legno. Noi no e allora se lui adesso usa i Pablo anche a noi servono i Pablo. Lui è bravo e gli basta la scatola da 30? Noi no e per fare le sfumature abbiamo bisogno di più colori, quindi minimo ci serve quella da 40. Ma poi Lalla dice che le scatole vanno prese complete e ci ritroviamo in casa scatole e scatole da 120 o pure più grandi. Si, scatole! Al plurale Perché nel caso non si voglia colorare come Alberto le Pablo non vanno più bene ed apriti cielo… Luminance, prismacolor, faber castel… ahhhhhhhhhhhhhhh
Vi confesso il mio processo di acquisto. Vedo un progetto che mi piace (il problema è che me ne piacciono molti), vedo la lista dei prodotti usati, mi accorgo che di alcuni sono sprovvista e… via… alla ricerca dell’ultimo staiN metallizzato traslucido che puncha timbrando e distressando la carta…
Ladies, guardiamoci bene in faccia. Noi non compriamo perché siamo scrapper. Noi acquistiamo perché siamo collezioniste! Non farò mai il nome, ma so per certo che una di noi non solo possiede una ricchissima scrap room, ma si è anche appropriata del garage di famiglia per…. Catalogare le scatole vuote dei prodotti contenuti nella succitata ricchissima scraproom (ti lovvo TuSaiChi)  Si, siamo collezioniste! Arrendiamoci!  Almeno ¾ del materiale che abbiamo comprato al grido disperato di “ne ho bisognoooo” è riposto integro nei nostri angoletti creativi. Spesso ce ne scordiamo l’esistenza fino a quando ad un meeting o ad un corso qualcuno nella stanza dice il nome di un prodotto, di una marca e noi, che bellamente eravamo indaffarate in altre cose, con l’orgoglio di chi sa che prima o poi tutto verrà buono, diciamo “ce l’ho!”. Ma non ci perdiamo d’animo perché anche nel caso in cui dovessimo accorgerci che quello, accidenti, ci manca… beh… basta girare lo sguardo e sicuramente qualche shop sarà più che felice di farci adottare la creatura mancante!
Che non ci serve, ribadiamolo, ma di cui abbiamo bisogno. Perché quel progetto meraviglioso che abbiamo visto e che ci è piaciuto tanto prima o poi lo faremo. Nel frattempo ci portiamo avanti e che nessuno dica che ci manchi la strumentazione…
Ma in questo delirio, che tutte noi abbiamo o stiamo subendo, ad un certo punto i conti con la realtà vanno fatti.   I miei iniziano dallo Swap indetto da ScrapMary sul suo gruppo FB Scrap Immagina e Crea. Il tema era geniale e coinvolgente. Riguardava il reciclo nello scrap. Ho aderito con entusiasmo ed ammetto che e’ stato lo swap più interessante al quale abbia mai partecipato perché mi ha aperto un mondo nuovo.  Su questo tema mi sono confrontata molto durante l’estate con L’Artistica Glo, la quale, nel tentativo impervio di insegnarmi le tecniche 3D, mi parlava molto di quanto fosse importante provare a contaminare lo scrap anche con le altre tecniche e quindi di quanto fosse stimolante scorpire la polivalenza non solo dei materiali ma anche della strumentazione.  Tutto questo in un contesto ben preciso, quello che Giovanna Irde ripete fino all’ossessione ad ogni suo corso :”non si butta via niente, con quello che costa il materiale scrap, non si deve buttare via niente!”
Ed ecco allora Mirandina che mette insieme tutte le informazioni raccolte: guardiamoci intorno per bene, come dice ScrapMary, senza aver timore a mischiare tecniche e materiali, come dice l’Artistica, convinte che se si possiede una buona tecnica, anche da un avanzo di carta può nascere un bel lavoro, come insegna Gio’.

Non so se possiedo una buona tecnica (di certo ci sto investendo molto ihihih) ma ho fatto un giro in cucina, ho sbirciato nella cassetta degli attrezzi di mio padre e ho frugato nella mia cassapanca di avanzi di carta. Il mio bottino di guerra è stato il seguente: 
·         un sacchetto del pane
·         un tappo di bottiglia
·         3 avanzi di carta pattern (il più grande era 6.5cmx8cm)
·         2 avanzi di bazzil (anche questi piccoletti)
·         Una pagina di giornale
·         Una lattina
·         Dello spago (quella che la mamma usa per l’arrosto)
·         Delle rondelle
·         Degli stuzzicadenti
E questo è il risultato!
ne sono abbastanza soddisfatta:-)

foglioline punchate con avanzi minimi di carta...

tappo di bottiglia schiacciato dalla mia Filiberta;-)
rondella embossata a caldo... confesso che le preferisco ai classici rivetti!

scritta a mano (dopo il corso di calligrafia sono lanciata) 
e cartello sostenuto da stuzzicadenti legati insieme da filo di ferro...
la carta pattern è il risultato del collage di tante striscioline di carta.
 i pezzetti piccoli di carta avanzata, spesso, sono inutilizzabili,
ma se si riesce a trovarne almeno due che possono combinarsi bene li si può unire così..
 l'effetto mi piace molto!
I cuori sono stati ricavati da una lattina della coccola e sono stati colorati con semplici acrilici.
Inutile mentirvi e mentirmi. Io continuerò a comprare. Per tanti motivi. Il primo, e non è una scusa, è che credo davvero che la strumentazione sia importante: ci sono mille ed un modo per fare una cosa, ma anche mille ed un modo per farle venire, e sicuramente la strumentazione appropriata aiuta a fare le cose meglio, ed inoltre, si, lo ammetto: io sono una collezionista… ma volete mettere la soddisfazione?

Grazie per essere passati di qua e per i commenti che vorrete lasciare.
K&H
M!R